L’ORO accompagna l’uomo fin dall’antichità.

Usato oltre che per creare gioielli e monili preziosi fu anche utilizzato per coniare le prime monete coniugando le caratteristiche di essere “raro” e di  non deteriorarsi nel tempo.

Fin dal Medioevo l’oro veniva portato sotto forma di pietre grezze o polvere presso il Signore feudale affinché venisse trasformato in moneta valida per lo scambio di merci in tutto il mondo allora conosciuto.

Per il conio di tale moneta però veniva trattenuta dal signore feudale un piccola quantità che costituiva il suo guadagno chiamato: aggio del signore.

L’aggio rappresentava a tutti gli effetti il vero guadagno dei signori feudali che cercarono di attribuirsi in tutta Europa il diritto di coniare moneta e di conseguenza la titolarità dei relativi guadagni.

Questa pratica è nota con il nome di signoraggio e sancisce la nascita dei primi banchieri.

In questo articolo non vogliamo soffermarci su come si sia trasformata questa pratica nell’attuale sistema bancario ma come nostra consuetudine approfondiremo il concetto di oro come forma di investimento.

Nell’immaginario collettivo rappresenta il più classico dei beni rifugio.

Ma è veramente così?

Il suo valore è sempre e solo cresciuto nel tempo?

E come si è comportato in relazione ad altre forme di investimento?

Innazitutto diciamo che il valore dell’oro è una pura convenzione ! non lo puoi mangiare per sopravvivere!

Non produce cash flow, ma il suo valore si materializza nel momento in cui lo vendo e solo se il mio prezzo di acquisto è stato più basso ne ricavo un guadagno.

Non si adatta quindi alla creazione di rendite passive!

Ma vediamo, attraverso un confronto se l’investimento in oro sarebbe stato più afficace di un investimento diretto nell’economia reale ( aziende) rappresentate dall’indice americano S&P500.

gold-vs-sp500

Come si può facilmente vedere dall’immagine postata sopra la performance dell’indice americano (grafico rosso/verde) è stata notevolmente migliore di quella dell’oro (grafico blu).

Quindi dal punto di vista del rendimento non può certo essere considerato efficiente.

Potrebbe esserlo dal punto di vista della correlazione inversa ? ( sale l’oro quando scende l’S&P500 e viceversa)

Marginalmente si potrebbe ritenere di si, anche se non con grande evidenza.

Molto più interessante analizzare l’andamento e, come nostra abitudine, usare il nostro algoritmo per cercare dei validi punti di ingresso.

gold

Anche con l’oro,come si evince dall’immagine, l’acquisto fatto nei momenti in cui l’algoritmo tocca la parte bassa della sua banda di oscillazione rappresenta un ottimo punto di ingresso.

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