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Perché investire in ETF

Volete avere un reddito mensile dai vostri investimenti?
Tutto ciò è non solo possibile ma anche alla portata di tutti con una semplice selezione di ETF quotati sul mercato italiano.

La scelta dell’ETF come strumento di investimento garantisce alcuni vantaggi che i singoli titoli non danno:

  1. una diversificazione su molti titoli che riducono (quasi azzerandolo) il rischio di perdere tutto il capitale a causa del fallimento di una o più società
  2. una diversificazione valutaria grazie al fatto che all’interno di un ETF spesso ci sono titoli di società appartenenti a paesi con valute differenti, e comunque tale diversificazione la si può ottenere acquistando più ETF
  3. eliminazione del rischio di fallimento della società o banca che emette l’ETF in quanto il patrimonio investito in questi strumenti non fa parte del patrimonio della banca.

Analizziamo più in dettaglio i 3 punti.

1) Questo punto lo si può semplicemente spiegare con un esempio.
Se aveste un negozio di caramelle ed il vostro fatturato dipendesse da due clienti, nel momento in cui uno di loro decidesse di cambiare negozio voi perdereste in un sol colpo il 50% dei guadagni.
Peggio ancora se il cliente fosse uno solo! In quel caso perdereste il 100%.
Se invece i vostri clienti fossero anche sole diverse decine la perdita di uno o due clienti non inciderebbe sul vostro fatturato.
La stessa cura la si dovrebbe avere con gli investimenti, troppe volte nei dossier titoli si vedono posizioni rilevanti su singoli titoli che spesso portano all’azzeramento del patrimonio.

2) La diversificazione valutaria è fondamentale perché nessuno, e dico nessuno, sa esattamente cosa potrebbe accadere in futuro all’euro o ai paesi che ne fanno parte.
Se avessi un investimento focalizzato solo su titoli di una nazione se quest’ultima uscisse dall’euro mi ritroverei il medesimo investimento espresso in una moneta molto più debole con la conseguente perdita di valore del patrimonio.
La stesso danno lo avrei avuto se la moneta di quel paese si fosse semplicemente svalutata per effetto del mercato, come accadde a chi comprò obbligazioni in dollari americani tra il 2000 e il 2002 con un cambio a quota 0,9 andato poi oltre 1,50 nel 2008.
In questo caso se l’obbligazione fosse scaduta nel 2008/2009 avrei avuto un capitale svalutato del 50% per effetto dell’indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro come indicato nell’immagine sottostante.

cambio-euro-dollaro-modificato
3) Come per qualsiasi fondo comune di investimento anche per gli ETF il patrimonio in esso contenuto è staccato dal patrimonio della banca o società emittente.

Un esempio su tutti: quando nel 2008 fallì LEHMAN BROTHERS le azioni e le obbligazioni azzerarono il loro valore facendo perdere tutto ad azionisti e obbligazionisti ma i fondi comuni gestiti dalla banca continuarono a vivere per conto loro.

Allo stesso modo se dovesse fallire una banca europea i sui fondi, come gli ETF, non si azzererebbero come invece accadrebbe per le azioni e obbligazioni della banca stessa.

Il grosso vantaggio di un ETF è anche quello, non trascurabile, di avere dei costi di acquisto e gestione bassissimi.

 

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